Chi Siamo

antico-orvietanLa vera storia dell’Orvietan nasce nel lontano giugno 1603, quando il Consiglio Generale del Comune di Orvieto si trovò per dibattere una richiesta quanto meno singolare; questo è quanto riportato nel basterdello delle Riformanze degli anni 1601-1603:

“A dì 9 mensis junij Anno Domini 1603 […] Gir(olam)o detto l’Orvetano domanda fede che il suo composito tante volte esperimentato sia buono contra veleni”

In un tempo in cui si credeva a previsioni e oroscopi il “farmaco” ottenne una grande fortuna con il nome de l’Orvietan e il suo inventore, Girolamo Ferranti, credendo al vecchio adagio nemo propheta in patria, se ne andò dalla sua città.

Si precisa così lo scenario in cui opera l’Orvietano fin dall’inizio della sua avventura: un ciarliero imbonitore che monta in banco nelle piazze con la sua allegra compagnia per vantare le doti incredibili del suo rimedio universale e vendere la sua segreta invenzione come parte di se stesso.

Naturalmente, con il passare del tempo, la formula segreta dell’Orvietan passava di mano in mano a nuovi “Orvietani” che la ereditavano con diritti esclusivi alla vendita del “farmaco”, tra questi Cristoforo Contugi.

Alla lauta fortuna del “farmaco” contribuì indubbiamente il privilegio reale per la vendita esclusiva dell’Orvietan “autentico”, ottenuto nel 1647 da Luigi XIV, il Re Sole, dal Contugi (che usava proprio il “Sole” come marchio pubblicitario di sapore alchemico). Determinanti furono anche le grandi capacità di comunicatore, nella veste di capocomico della sua compagnia di teatranti, stabilmente installata a Pont Neuf.

L’Orvietan sarà da li a poco citato anche da Molière nella sua opera L’Amour Médicin (1665), dove attraverso una metafora l’autore lascia intendere che l’Orvietan avrebbe potuto curare anche il “mal d’amore” che nella commedia affligge Lucinde.

Quali erano invece gli ingredienti di base dell’Orvietan?

Certamente non si può parlare di un’unica formula basti pensare che tra il 1762 e il 1783 furono rilasciati solo in Francia 216 brevetti.

E’ quindi impossibile avere la formula dell’Orvietan ma si possono conoscere le formule, più o meno ufficiali, riportate in varie opere medico-farmaceutiche.

Due studiosi (Patrizia Catellani e Renzo Console) hanno individuato ben 35 formule, che addirittura raggiungono l’utilizzo di 186 diversi ingredienti.

Dopo questo paziente lavoro, i due autori ci hanno regalato anche la formula dell’ “Orvietano ideale”.
Altro filone di ricerca è quello che relativo all’Orvietan non solo nella Commedia dell’arte, ma nella letteratura più in generale.

Inaspettate citazioni si trovano in un racconto di Voltaire come in una lettera di Leibniz, in due romanzi di Walter Scott e in autori come Balzac, Chateaubriand, e numerosi altri ancora; anche Alessandro Manzoni che lo fa nominare in Fermo e Lucia da Donna Prassede.

Dopo tanto successo per L’Orvietan si prospetta una fase discendente, con una perdita di credibilità inevitabile dopo la nascita, nell’800, di medicamenti ottenuti per sintesi chimiche che soppiantano i vecchi preparati con ingredienti naturali.

CLOSE
CLOSE